Secondaria di I° grado - Classi 6a, 7a e 8a

La Pedagogia Waldorf prevede un unico ciclo di insegnamento per i ragazzi dai 6/7 ai 13/14 anni. Perciò, quello che normalmente definiamo 1a, 2a e 3a media da noi prendono il nome di 6a, 7a e 8a classe. Il progetto pedagogico didattico, quindi, tiene conto di questo e prevede uno sviluppo organico e un ampliamento delle materie rispetto agli anni precedenti.

Tra la 6a e la 7a classe noteremo profondi e fastidiosi cambiamenti negli alunni, si tratta di quello che nella Pedagogia Waldorf è definito “2° Rubicone” e che si manifesta attorno al 12mo anno di vita. 

Questo sarà l’ultimo momento per definirli fanciulli, dopodiché sarà più dignitoso chiamarli ragazzi e ragazze. Avviene quella profonda e sconvolgente trasformazione fisica che influenza spesso l’aspetto sociale e l’apprendimento.

Sono anni complicati per gli alunni, anni in cui si perde l’armonia raggiunta e iniziano ad emergere domande intime ed interiori. Gli adulti che circondano i ragazzi, quegli adulti che fino a poco tempo prima erano degli eroi, si trasformano in essere criticabili.

Da questo momento il ruolo dell’adulto che li accompagna si deve sempre più modificare, passando dalla guida amorevolmente autorevole degli anni precedenti ad un esempio di coerenza: quello che si è, da adesso appare nella totale interezza, e più si cerca di recitare un ruolo, più i ragazzi demoliranno con ogni mezzo quelle figure. 

L’adulto dovrà trasformarsi in un faro che porta una luce lontana ma raggiungibile anche nella tempesta più buia. Dovrà essere quel qualcuno capace anche di far ridere con un sano umorismo.

I ragazzi da adesso in poi saranno attratti dalle cose più biecamente materiali e con esse quindi dal materialismo. Inizierà il periodo delle mode anche per coloro che fino ad ora non se ne erano curati.

Ciò che prima li lasciava sognanti e fantasiosi verrà con buona probabilità dissacrato e irriso, nasceranno dei grandi contrasti interiori (e spesso anche esteriori). Tutto diventerà bianco o nero, tutto avrà bisogno di leggi chiare, le quali però dovranno essere raggirate o ingannate.

La risposta pedagogica a questo cambiamento prevede l’introduzione delle materie scientifiche, le quali prima di proporre sterili concetti o teoremi vengono sperimentate in prima persona dai ragazzi.
Ciò avviene con la Fisica dalla 6^ in poi, con la Chimica dalla 7^ in poi e con la Fisiologia, mantenendo uno stretto legame con la Biologia, specialmente rivolta alla conoscenza dell’essere umano. Si procede sempre con il dovuto distacco chiedendo agli alunni di descrivere oggettivamente ciò che empiricamente osservano, partendo dal generale andando al particolare, per mantenere desta l’attenzione sulle influenze che sussistono fra macro e micro.
Si approfondirà anche l’Astronomia sin dalla 6^ con l’osservazione diretta e misurata del ciclo del sole per poi passare in 7^ con l’osservazione dei pianeti.

Il tutto sarà corredato dal proseguo organico ed interdisciplinare fra le materie curriculari, artistiche e linguistiche, mantenendo anche la centralità delle attività laboratoriali quali il lavoro manuale e la falegnameria.